Ecco perché:
* Prospettiva: La storia ruota attorno a un gatto, Mettens, che crede di essere un cane. Questa differenza di prospettiva crea una situazione divertente e commovente. Sottolinea come la nostra comprensione di noi stessi e del mondo possa essere influenzata dalla nostra educazione, dalle nostre esperienze e persino dai nostri pregiudizi.
* Accettazione: La storia tocca anche l'importanza dell'accettazione. Anche se Mittens è diverso, gli altri animali della storia, in particolare il cane, alla fine imparano ad accettarla per quello che è. Questo ci insegna che possiamo essere gentili e comprensivi nei confronti di coloro che sono diversi da noi.
Inoltre, la storia potrebbe anche essere interpretata come un commento su:
* Identità: La confusione di Mittens per la sua identità si chiede cosa significhi essere un gatto o un cane, spingendoci a pensare a come definiamo noi stessi.
* Costrutti sociali: La storia potrebbe sfidare sottilmente i confini rigidi che poniamo sulle specie e su come classifichiamo noi stessi e gli altri.
Alla fine, "il gatto che pensava che fosse un cane e lui gatto" è una storia spensierata con un profondo messaggio sull'empatia, la comprensione e l'abbraccio delle differenze.