Periodo di incubazione: La rabbia ha un periodo di incubazione relativamente lungo, che può variare da alcuni giorni a diversi mesi o addirittura anni. Ciò offre una finestra di opportunità per somministrare il vaccino contro la rabbia prima che il virus raggiunga il sistema nervoso centrale e provoca sintomi.
Replica locale: Dopo un morso o un'esposizione al virus della rabbia, il virus inizialmente si replica nel sito della ferita. Durante questa fase di replicazione locale, il virus è limitato al tessuto muscolare o cutaneo e non si è diffuso nel sistema nervoso centrale.
Immunità indotta da vaccini: Il vaccino contro la rabbia funziona stimolando il sistema immunitario per produrre anticorpi che riconoscono e neutralizzano il virus della rabbia. Quando il vaccino viene somministrato subito dopo l'esposizione, gli anticorpi possono raggiungere il sito della ferita e impedire alla diffusione del virus al sistema nervoso centrale.
Terapia di combinazione: In caso di esposizione alla rabbia confermata o sospetta, viene utilizzata una combinazione di immunoglobulina (Rig) e vaccino per rabbia. Rig fornisce un'immunità immediata e passiva fornendo direttamente anticorpi per neutralizzare il virus, mentre il vaccino induce l'immunità attiva a lungo termine.
Il tempismo è cruciale: L'efficacia del vaccino contro la rabbia dipende dai tempi della sua somministrazione. Prima il vaccino viene dato dopo l'esposizione, maggiori sono le possibilità di prevenire lo sviluppo della rabbia.
Profilassi post-esposizione (PEP): Il regime PEP della rabbia è in genere costituito da dosi multiple del vaccino somministrate per un periodo di settimane. Ciò aiuta a garantire che il sistema immunitario abbia tempo sufficiente per sviluppare una risposta immunitaria robusta e protettiva.
È importante notare che il vaccino contro la rabbia è altamente efficace nella prevenzione della rabbia quando somministrato prontamente e in modo appropriato dopo l'esposizione al virus della rabbia. Tuttavia, se si sviluppano i sintomi della rabbia, l'infezione è generalmente fatale, evidenziando l'importanza della vaccinazione tempestiva e l'adesione ai protocolli di profilassi post-esposizione.