Sulla base delle prove fossili, in particolare dei denti fossilizzati e dei confronti con i parenti moderni come il grande squalo bianco, gli scienziati stimano che il massimo gape (larghezza della bocca) del megalodon sia di circa 2,7 metri (8,85 piedi) o anche più grande. Le sue mascelle potrebbero estendersi notevolmente per accogliere la sua enorme preda.
La bocca del Megalodon era caratterizzata da diverse file di denti, in genere che contavano circa 276 in totale, disposti in diverse file funzionali (circa 5 file funzionali su ciascun lato delle mascelle superiori e inferiori). Ogni dente era grande, a forma triangolare e pesantemente seghettata, dando loro una presa efficace sulle prede e causando danni significativi. I denti potrebbero raggiungere la lunghezza fino a 18 centimetri (7,08 pollici) o più, rendendoli alcuni dei denti più grandi scoperti da qualsiasi pesce.
Il Megalodon ha usato la sua massiccia bocca e le mascelle potenti per cacciare e catturare vari animali marini. Sebbene la piena estensione della sua dieta non sia completamente compresa, i denti di megalodon fossilizzati sono stati trovati in associazione con i resti di mammiferi marini come balene, delfini e sigilli, indicando che questi erano probabilmente parte della sua preda.
La bocca e le mascelle del Megalodon hanno svolto un ruolo cruciale nella sua strategia di caccia, consentendole di sottomettere e consumare grandi oggetti di preda. I suoi impressionanti denti e denti formidabili hanno reso il Megalodon un predatore dominante negli oceani antichi.